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26 aprile 2012

Sicilia: 60% di elettricità da rinnovabili

Il sole e  il vento battono il petrolio e trascinano verso il basso il costo dell'elettricità. Certo per ora è solo un fotogramma di un film che ha un altro esito, ma è un fotogramma che fino a pochi anni fa non esisteva e che negli ultimi tempi si ripete con frequenza crescente. Il cameraman che ha scattato queste immagini del sistema Italia è qualificato. Si chiama Terna e le ha rese note oggi in un convegno organizzato dal Gse su una ricerca condotta da Althesys sui vantaggi delle fonti rinnovabili.

Tra le ore 13 e le 14 di Pasquetta, il 64% dell'energia prodotta in Italia è arrivata dalle rinnovabili. In Sicilia questa percentuale ha raggiunto il 94% e si è attestata sul 60% come media della giornata. Risultato: il prezzo dell'energia in Sicilia, nel momento di picco, era pari a 0.

Vale la pena riflettere anche su un secondo elemento, sempre offerto da Terna: per ogni punto percentuale in più di energia da fonti rinnovabili il prezzo dell'elettricità scende di 2 euro per megawattora.

Mettendo assieme questi elementi - e la loro somma che come ha ricordato l'amministratore delegato del Gse Nando Pasquali dà una media annua del 26% di elettricità da rinnovabili - si ha il quadro del vero dibattito che c'è dietro la guerra degli incentivi.

La posta in gioco non è un sostegno più o meno forte all'eolico piuttosto che al fotovoltaico o alle biomasse. La posta in gioco, come ripete puntualmente il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, è una rivoluzione del sistema energetico che prevede la progressiva riduzione sia dei fossili che delle grandi centrali per far spazio all'efficienza, alle rinnovabili, alla generazione distribuita, alle smart grid, alle case bioclimatiche, all'accumulo dell'energia attraverso vari sistemi (dall'idrogeno alle batterie delle auto elettriche). E' un processo di portata epocale che vede la riallocazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro e di una quota importante del Pil.

Come in tutte le rivoluzioni ci saranno vincitori e perdenti. È comprensibile che chi oggi gioca in posizione oligopolista nel mercato dell'energia sia preoccupato dai cambiamenti. Ma visto che questi cambiamenti avvengono su scala globale (con un investimento attorno ai 250 miliardi di dollari in crescita anno dopo anno) frenare mentre il mondo accelera alla lunga non conviene a nessuno, nemmeno a chi pensa di guadagnare nell'immediato.

Fonte: http://cianciullo.blogautore.repubblica.it


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