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13 aprile 2012

Quinto Conto Energia: cresce l’attesa per il testo finale. Parlano i vertici di Enel

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini continua a rassicurare il comparto, ma l’ansia per il contenuto del Quinto Conto Energia cresce.

Per Stefano Saglia, ex sottosegretario allo Sviluppo Economico, è un errore, mentre i vertici di Enel considerano necessari interventi correttivi all’attuale sistema di incentivi alle rinnovabili.

Cresce la tensione in attesa di conoscere quanto previsto dal Quinto Conto Energia, sul cui testo sono al lavoro gli esperti vicini al governo Monti e sul quale negli scorsi giorni il ministro Clini ha offerto più di una rassicurazione. Per lui, tuttavia, l’ostacolo più evidente sul cammino è stato il suo omologo al ministero dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, che si è schierato nettamente a favore dei tagli, ribadendo anche nelle ultime ore che è necessario "aggiustare le storture che sono state fatte in passato su incentivi dati nel campo dell'energia rinnovabile che non possono essere lasciati andare avanti".

Intanto, le reazioni e le opinioni sul nuovo provvedimento si susseguono rapidamente. E’ intervenuto, tra gli altri, l’ex sottosegretario al mse, Stefano Saglia: "Il Quinto Conto Energia è un errore – ha dichiarato - Si rischia di innescare un contenzioso con il quale si faranno del male tutti. Si dimentica – ha poi spiegato Saglia - che l'attuale sistema scadrà comunque a fine anno, dopo di che entrerebbe in vigore il meccanismo in stile tedesco che avevamo congegnato per consentire una discesa graduale ogni sei mesi, con un quadro certo fino al 2016".

E l’ex sottosegretario ha anche una sua ricetta: "Correzioni, non stravolgimenti. Potrebbe essere l'occasione per introdurre un sistema più efficace di protezione del ‘made in’, cioè la componente industriale europea e italiana che partecipa alla produzione del settore. Con l'attuale sistema di incentivi - ha concluso - è un paradosso che l'80% dei pannelli installati provenga dalla Cina". Per assottigliare gli importi delle bollette degli italiani basterebbe per Saglia completare il cavo elettrico che collega Sicilia e Calabria, in modo da recuperare ben 800 milioni di euro.

Sono scesi in campo anche i vertici di Enel. Per il presidente Paolo Andrea Colombo "gli effetti negativi di una programmazione sbagliata, che ha destinato al fotovoltaico incentivi importanti, sono evidenti. Se al 2011 sono stati 6 miliardi gli incentivi al settore, fino al 2030 si stima che il loro costo potrebbe arrivare a 130 miliardi di euro". E anche Colombo tira in ballo la ‘questione cinese’: "Nel 2010 il 50% dei pannelli è arrivato dalla Cina e il 30% da filiali italiane di imprese straniere, questo significa che lo sviluppo della tecnologia non è stato accompagnato dallo sviluppo dell'impresa", ha aggiunto, sottolineando poi che "ci aspettiamo un'adeguata ridefinizione dei meccanismi incentivanti", una razionalizzazione dunque, un "nuovo piano energetico nazionale che definisca strategie di lungo periodo garantendo così più competitività e indipendenza".

"E’ doveroso correggere le forme di incentivi per le fonti rinnovabili", gli ha fatto eco l’ad Fulvio Conti, che ha in particolare ricordato che ormai sono già stati "raggiunti i limiti del 20 20 20 grazie ad una politica di sussidi particolarmente generosa", dalla quale occorre uscire. L’auspicio, infine, è quello "che si possano calibrare meglio gli stessi nel decreto prossimo venturo per dare impulso ad altre filiere e che si possano sviluppare proprio come quella del fotovoltaico".

Articolo di Anna Tita Gallo

Fonte: www.greenbiz.it


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