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09 maggio 2011

Chi scontenta il nuovo decreto?

Secondo Assosolare, l'associazione nazionale dell'industria fotovoltaica, il nuovo sistema di incentivi per il comparto del fotovoltaico costituisce un attacco alla democrazia nel settore energetico: grazie al terzo conto energia è nata infatti una miriade di singoli piccoli produttori, ossia una pluralità di potenziali concorrenti delle grandi centrali tradizionali, concorrenti potenziali ora a serio rischio di sopravvivenza.

Il Decreto - aggiunge Assosolare - ha sancito la retroattività di fatto del regime degli incentivi. Le aziende che avevano investito sulla base di un regime tariffario appena entrato in vigore e di durata triennale si sono trovate a marzo, a soli due mesi di distanza dall'entrata in vigore, a veder disconosciuti quegli stessi diritti a partire dal 1 Giugno.

Secondo il GIFI "Rispetto alle ipotesi di partenza, sono stati raggiunti obbiettivi importanti e migliorativi per il mercato: l'innalzamento della potenza incentivabile da 8.000 MW a 23.000 MW, l'innalzamento sino a 1.000 kW per gli impianti su edificio che resteranno fuori dal registro e altri meccanismi premianti".

"È un momento storico - secondo Natalizia, Presidente ANIE/GIFI. Finalmente è stato firmato il decreto che permette all'intero comparto di ripartire e pianificare i prossimi 5 anni di attività. GIFI/ANIE è orgogliosa di aver contribuito in maniera sostanziale alla stesura del testo definitivo".

Il gruppo di operatori stranieri "POI" (Photovoltaic Operators Investors ) in risposta alle modifiche del quadro normativo sull'energia rinnovabile, ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di circa 500 milioni di euro.

Sotto accusa le norme contenute nel Quarto Conto Energia e nel Dlgs 28/2011 sulle rinnovabili.
Secondo gli investitori, il decreto è penalizzate per chi, facendo affidamento sul Terzo Conto Energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012, sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro. Per le aziende, l'Italia ha disatteso il Trattato sulla Carta dell'Energia di Lisbona.

Infine un altro ricorso verrà presentato da SOS Rinnovabili alla Corte di Giustizia Ue, "perché il Dlgs 28/2011 non recepisce la direttiva europea sulle rinnovabili, ma anzi limita lo sviluppo delle energie dal sole".


 

 

Fonte: consted.com


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