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FAQ - Domande frequenti sull'efficienza energetica

  1. Cosa si intende per "Efficienza Energetica"?
  2. Come si possono ottenere risultati di Efficienza Energetica?
  3. Cosa è l'Audit Energetico?
  4. Cosa è la Certificazione Energetica?
  5. Chi è l'Energy Manager?
  6. Cosa è il DSM (Demand Side Management)?
  7. Cosa sono i TEE (Certificati Bianchi)?
  8. Chi gestisce i TEE (Certificati Bianchi)?
  9. Come possono contribuire le energie rinnovabili nel perseguimento dell'efficienza energetica?
  10. Come può il fotovoltaico in particolare contribuire all'efficienza energetica?
  11. Cosa sono i sistemi fotovoltaici ibridi (o fototermici)?
  12. Cosa sono le Energy Service Company (ESCO)?
  1. Cosa si intende per "Efficienza Energetica"?
    Quando si parla di "Efficienza Energetica" di solito ci si riferisce ad un insieme di operazioni rivolte ad un sistema (casa, ufficio, fabbrica, città...) che servano a diminuire la richiesta di energia necessaria per lo svolgimento di tutte le attività svolte al suo interno pur mantenendo gli stessi standard qualitativi di vita.
    Il tipico esempio è quello di sostituzione delle vecchie lampadine tradizionali con quelle a risparmio energetico: lo standard di illuminazione non si abbassa, ma l'energia richiesta durante la vita del sistema cala notevolmente.
    Un termine usato spesso come sinonimo è proprio quello di "Risparmio Energetico": in realtà quest'ultimo letteralmente si riferisce ad un minore impiego di energia adibita ad uno scopo, ma non necessariamente porta a condizioni di comfort equivalenti nel sistema in cui si attua (se chiudo i termosifoni ottengo senza dubbio un risparmio energetico, ma ho freddo, e dunque non ho compiuto un azione di efficienza energetica).
  2. Come si possono ottenere risultati di Efficienza Energetica?
    In linea di principio tutto ciò che ci fa utilizzare meno energia a parità di performance e comfort di vita è utile per una migliore efficienza energetica. In generale negli ambienti "vissuti" come abitazioni, o il terziario, sono molto incisive le azioni volte a fornire caldo / freddo e acqua calda sanitaria con sistemi moderni di caldaie a condensazione o collegate a pompe di calore più o meno innovative.
    Nell'ambiente industriale invece si presta più attenzione all'ottimizzazione ed eventuale sostituzione di motori elettrici, piuttosto che all'ottimizzazione della domanda di energia (quanta, di che tipo e a che ora, gestione dei picchi di utilizzo eccetera).
    Vale per tutti e due gli ambienti la cura dell'efficacia dei serramenti e delle coibentazioni dell' involucro edilizio.
  3. Cosa è l'Audit Energetico?
    Per Audit energetico si intende lo studio del fabbisogno energetico di un sistema, e l'individuazione di tutti gli accorgimenti che possono ridurlo portando al risparmio sia di energia che di denaro: l'Audit dovrebbe individuare tali accorgimenti in ordine di incidenza crescente, cioè partendo da quelli che possono dare risultati più cospicui e immediati, o a bassissimo costo, e stimando già inizialmente quindi i benefici degli eventuali interventi.
    Molte volte l'Audit (fatto in via preliminare) è anche detto Analisi Energetica. Quando invece tale intervento è strutturato in una fase preliminare, una di attuazione ed una finale di verifica dei risultati, unita anche ad uno specifico studio sui processi (per esempio aziendali) e all'interazione energetica di sottosistemi che danno luogo ai consumi, si parla di Audit di Dettaglio.
  4. Cosa è la Certificazione Energetica?
    È un documento rilasciato da professionisti abilitati che indica il fabbisogno energetico dell'immobile. Al suo interno troviamo anche gli spunti per gli accorgimenti utili ad ottimizzarne il rendimento energetico in termini di costi/benefici.
    In particolare l'edificio viene classificato secondo due criteri:
    • classe di isolamento termico;
    • qualità dell'impiantistica.
    Con l'aiuto di una tabella suddivisa in caselle colorate, dal verde (basso fabbisogno energetico) al rosso (alto fabbisogno), è possibile valutare se un edificio consuma molta o poca energia.
    Le utenze di consumo a cui si riferisce il documento di certificazione energetica sono di fatto il riscaldamento, il raffreddamento e la produzione di acqua calda sanitaria.
  5. Chi è l' Energy Manager?
    È un soggetto professionista che può essere interno o esterno all'azienda di riferimento. La sua presenza è obbligatoria per legge (10/91) se l'azienda in questione ha consumato nell'anno precedente più di 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP). - 1.000 TEP se l'azienda tratta il civile o i trasporti - Il suo incarico è quindi annuale, e poi va eventualmente rinnovato dal primo anno di impiego.
    In sintesi le responsabilità dell'Energy Manager sono quelle di redigere un piano di gestione delle risorse energetiche dell'azienda, un piano di miglioramento dell'efficienza energetica e degli investimenti, le operazioni e il controllo dei risultati ottenuti.
  6. Cosa è il DSM (Demand Side Management)?
    Il termine inglese Demand Side Management (Gestione della richiesta dal lato consumatore) include tutte le scelte che condizionano la quantità o la modalità d'uso dell'energia consumata da parte dell'azienda.
    Un classico caso è quello della riduzione dei picchi di consumo, che in certi frangenti e paesi possono dare anche luogo a "multe" in bolletta (Load Peak Penalties).
    Una possibile soluzione è cambiare i processi interni e "spalmare" i consumi su più ore: ad esempio con lo spostamento di alcuni turni di produzione di un'azienda ad orari notturni o quando le bollette sono meno care perché i distributori d'energia in quelle ore hanno meno pressione nel garantirne la fornitura.
  7. Cosa sono i TEE (Certificati Bianchi)?
    I Titoli di Efficienza Energetica (TEE), detti anche Certificati Bianchi, sono titoli istituiti a servizio di un meccanismo atto ad incentivare la riduzione del consumo energetico degli utenti finali.
    Essi infatti consistono in titoli acquisiti in seguito all'attuazione di interventi di risparmio energetico (es: sostituzione di elettrodomestici e caldaie più vecchie in favore di apparecchi a più alta efficienza).
    L'ente preposto a gestire i TEE è l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG): essa si occupa del controllo del risparmio energetico effettivamente raggiunto dal soggetto titolare (vedi prossimo punto), quindi autorizza verso di esso l'emissione di tali certificati e ne gestisce poi anche la valutazione economica.
    I certificati bianchi riguardano quattro tipologie di intervento:
    • TIPO 1: risparmio di energia elettrica;
    • TIPO 2: risparmio di gas naturale;
    • TIPO 3: risparmio di altri combustibili;
    • TIPO 4: risparmio di altri combustibili per il trasporto.
    L'osservanza dei limiti di risparmio energetico viene premiato dall'Autorità e da altre fonti governative di finanziamento con un contributo economico, il cui valore viene stabilito annualmente dalla stessa Autorità. Inoltre è possibile guadagnare vendendo i titoli in eccesso grazie al raggiungimento di un risparmio superiore a quello annualmente prestabilito.
    Per la maggior parte degli interventi il periodo di concessione è di 5 anni, mentre per gli interventi di isolamento termico degli edifici, di architettura bioclimatica e altri interventi similari il periodo di concessione è di 8 anni.
  8. Chi gestisce i TEE (Certificati Bianchi)?
    I TEE sono emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) in favore dei soggetti di cui all'articolo 7 del D.M. 28 dicembre 2012 (distributori di energia elettrica e gas e società controllate dai distributori medesimi; società operanti nel settore dei servizi energetici – ESCO -; soggetti di cui all'articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, che hanno effettivamente provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia di cui al medesimo articolo 19; imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti pubblici, purché abbiano provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l'uso razionale dell'energia - applicando quanto previsto all'articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 - ovvero si siano dotati di un sistema di gestione dell'energia certificato in conformità alla norma ISO 50001 e mantengano in essere tali condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell'intervento), sulla base dei risparmi conseguiti e comunicati al GME dal Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A.  (GSE), nel rispetto delle disposizioni di cui al D.M. 28 dicembre 2012. Il GME emette, altresì, TEE tipo II-CAR attestanti interventi di risparmio energetico ottenuti su impianti di cogenerazione ad alto rendimento per i quali l'attività di certificazione è effettuata dal GSE, in attuazione delle previsioni di cui al Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico 5 settembre 2011
  9. Come possono contribuire le energie rinnovabili nel perseguimento dell'efficienza energetica?
    Negli anni passati l'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili aveva essenzialmente lo scopo di diminuire progressivamente il ricorso alle fonti tradizionali (fossili) di energia primaria. Il loro ruolo quindi era per lo più quello di affiancare azioni di efficienza (come la sostituzione delle lampadine con led, eccetera) ma non costituivano un atto di efficienza energetica poiché non equivalevano di per sé ad un consumo assoluto di energia inferiore dal lato utente.
    Poiché il beneficio della loro introduzione è un beneficio pubblico, comune, inteso come beneficio ambientale, vari paesi nel mondo (tra cui l'Italia) hanno posto in essere politiche incentivanti atte a favorire l'utilizzo delle fonti rinnovabili anche quando esse sarebbero state economicamente svantaggiose rispetto a quelle fossili.
    Oggi il panorama è totalmente diverso.
    Le tecnologie di produzione di energia da fonti rinnovabili sono mature (affidabili) e sempre più economiche, sfruttando il fatto che il "carburante" è sempre gratuito. Se paragonate all'instabilità, all'esauribilità e al crescente costo dei carburanti classici (gas, gasolio, ...) è semplice ed intuitivo come ormai ed in prospettiva esse risultino già vantaggiose economicamente per molte utenze.
    Inoltre nuovi sviluppi legati ai cicli frigoriferi e alle tecnologie in pompa di calore hanno finito per rendere addirittura le centrali termiche basate su fonti rinnovabili più efficienti di quelle tradizionali, cioè danno effettivamente lo stesso comfort di quelle classiche, ma riducendo sia i costi, che i consumi assoluti di KWh elettrici.
    Basti pensare alla presenza sul mercato di sistemi fotovoltaici ibridi (fototermici) che in talune applicazioni letteralmente sbaragliano la concorrenza di caldaie e altri sistemi tradizionali di riscaldamento/raffreddamento.
  10. Come può il fotovoltaico in particolare contribuire all'efficienza energetica?
    Un sistema fotovoltaico semplice rientra nella categoria di azioni poste in essere che non danno una migliore efficienza energetica in senso assoluto. Questo perché non agisce sul lato consumo ma solo sull'origine dell'energia utilizzata dall'utenza.
    Ciò che però è incontrovertibile oggi, nel 2013, è che centrali fotovoltaiche semplici, progettate per generare energia auto-consumata dal produttore stesso, specialmente quando associate al tetto dell'utenza, portano un vantaggio economico al proprietario in termini di risparmio e contemporaneamente migliorano l'ambiente in cui viviamo.
    Ciò le rende appetibili e una scelta quasi obbligata per chi ha a cuore portafoglio e salute delle prossime generazioni.
    Tutto ciò anche in assenza degli incentivi governativi (Conti Energia) cha hanno caratterizzato questo mercato negli scorsi anni, grazie all'abbassamento dei prezzi dovuto ai volumi di vendita raggiunti su scala mondiale.
  11. Cosa sono i sistemi fotovoltaici ibridi (o fototermici)?
    Sono impianti fotovoltaici dove all'interno dei pannelli (nello spazio del retro individuato dallo spessore della cornice) viene fatta passare in una serpentina un fluido di scambio termico. Tale fluido è adibito al raffreddamento dei pannelli stessi, e in questo modo il loro rendimento aumenta poiché è risaputo e dimostrabile che l'alta temperatura abbassa notevolmente l'efficienza delle celle fotovoltaiche, e ciò accade proprio nella stagione migliore.
    Inoltre il calore recuperato in questa fase di raffreddamento è trasportato dal fluido all'interno di sistemi a pompa di calore, che riescono così in modo efficiente a condizionare l'ambiente con un notevole risparmio energetico.
    All'interno della panoramica di prodotti in commercio il fluido di scambio può essere diverso, così come le macchine a pompa di calore associate ad esso. Anche le performance cambiano, a seconda delle esigenze dell'utenza si può optare per dei sistemi fototermici più tradizionali fino ad arrivare a sistemi dai risultati rivoluzionari e "consumo zero".
  12. Cosa sono le Energy Service Company (ESCO)?
    Le ESCO (Energy Service Company) sono aziende specializzate nello studiare, progettare, mettere in atto e verificare un insieme di azioni presso un sito (azienda, ente pubblico, eccetera) volte ad un miglioramento dell'Efficienza Energetica.
    Tutto ciò può essere fatto tramite un investimento diretto del soggetto proprietario del sito e che godrà dunque poi da subito dei benefici degli interventi in termini energetici ed economici.
    In alternativa saranno le ESCO stesse ad investire nel progetto di Efficienza Energetica del sito considerato, liberando il soggetto giuridico proprietario del sito da ogni investimento di capitale iniziale e da ogni rischio legato alla tecnologia utilizzata; quest'ultimo tuttavia si impegnerà a siglare con la ESCO un contratto di acquisto dei servizi energetici a condizioni certamente migliorative rispetto al momento dell'intervento per un certo numero di anni, mentre la ESCO dovrà remunerare il suo investimento gestendo essa stessa al meglio il proprio intervento e attuando al massimo il risparmio di energia presso il sito, in modo da poter rendere profittevole il contratto siglato con il cliente.

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